Mi chiamo Delfino Formenti, sono nato a Lecco il 1° aprile del 1957.
Il mio primo approccio alla montagna fu nell’ormai lontano 1979, percorrendo la ferrata del Cinquantenario al passo del Fo. Insieme ad alcuni amici che già arrampicavano, ho così iniziato a frequentare le palestre di roccia lecchesi, percorrendo le vie lunghe del Medale e della Grignetta: qui è nata la mia passione per l’arrampicata.

Ripetei diversi itinerari sia di granito che di calcare spingendomi sempre più lontano, sia dal punto di vista geografico, sia nel continuo avanzare degli obiettivi che mi ponevo di raggiungere; fu così che insieme a due cari amici iniziai anche a cimentarmi nel tracciare nuovi itinerari. Nacquero in Antimedale “Apache” con Daniele Chiappa e “Sentieri selvaggi” con Dario Valsecchi. Mi piaceva lo spirito di avventura nell’aprire nuove vie. Così, insieme a Danilo Valsecchi, sulla parete sottostante il pizzo d’Erna tracciammo una nuova via, “Maria la rossa”, dedicandola alla madre di Danilo.

Seguì un’esperienza molto impegnativa, che mi mise alla prova seriamente: la prima ripetizione invernale della via del Rifugio sulla Parete del Croz dell’Altissimo, nelle Dolomiti del Brenta, insieme agli amici Danilo Valsecchi e Luca Borghetti che possedevano una maggior esperienza di me. Fu una salita che mi rafforzò positivamente. D’estate le Dolomiti erano la mia meta preferita, ma durante il resto dell’anno visitavo le falesie di varie regioni italiane, oltre che quelle della vicina Francia.

Nacque così la passione vera e propria, “matura”, nell’attrezzare itinerari per l’arrampicata sportiva. Nel Lecchese le possibilità non mancavano, e nel 1986 iniziò così la mia attività di chiodatore. Un mio amico, Claudio Crepaldi, mi portò in una falesia dove aveva già attrezzato dei tiri e da lì cominciai. Nacque la “Val Dell’oro”. Poi continuai aggiungendo dei tiri alla “Corna Rossa”, al “Corno Rat”, alla “Torre Marina” e al “Melgone”. Nacquero in seguito “Versasio”, la ”Pala del Cammello”, la parete “Stoppani”, due vie di più tiri alla bastionata del Resegone; il “Lariosauro”, il “Cubano”, l’Isola dei Gabbiani”, lo “Strippopollo”, il “Branchiosauro” e la mia ultima creazione, “La Discoteca”.

Alcune persone credono che io sia sponsorizzato da un’azienda piuttosto che un’altra. Non è così. Il tempo, il denaro e la fatica che ho messo nell’aprire nuove falesie, sono unicamente il frutto della mia passione. Tanto che il mio desiderio, oggi, è quello di poter trasmettere la mia esperienza ad altri appassionati, offrendo i miei consigli su come attrezzare falesie inesplorate. La soddisfazione di trovare persone che si divertono sui “tuoi” tiri, che ti ringraziano e ti apprezzano per il lavoro svolto, è del resto enorme ed invoglia ad andare sempre avanti.
Una sola cosa, però, mi permetto di chiedere a tutti: il rispetto e la pulizia per l’ambiente in cui ci si trova a scalare.

Buona arrampicata!
Delfino